INTERVIEW

for LA STAMPA

Gli abiti contro le censure di Matteo Carlomusto

Dal burqa in chiave maschile alla «Porn couture»: il designer racconta la sua idea di moda, che vuole sensibilizzare attraverso la provocazione

Una protesta contro le censure e i vari tabù che la società impone. È così che il designer Matteo Carlomusto, 27 anni, originario della provincia di Frosinone, spiega la sua idea di moda, che è andata evolvendosi nel corso degli anni. «In passato ho stravolto molti concetti: dalla religione, con la creazione del burqa in chiave maschile, alla sessualità, in cui facevo indossare a uomini abiti apparentemente femminili» anticipa lo stilista, prima di soffermarsi sulla nuova fase che sta attraversando, la «Porn couture», con al centro l’esaltazione della nudità. «Il mio intento, mostrando parti solitamente coperte, non è provocare, semmai sensibilizzare attraverso la provocazione».

 

Matteo Carlomusto: "I miei capi? Sono una protesta contro le censure e i tabù"

I primi figurini di donna alle elementari
«Non si tratta comunque di pornografia, ma di erotismo puro, nonostante la forte ispirazione per le pin-up fetish e per le dive del porno di una volta» continua il creativo, che ha iniziato il suo viaggio nel mondo della moda assecondando semplicemente le sue inclinazioni di bambino. «Fin da allora pretendevo di avere potere decisionale sulla scelta e sull’abbinamento dei vestiti» rivela, sottolineando di aver iniziato a disegnare i primi figurini di donne già alle scuole elementari, sul retro dei quaderni. Non ha, quindi, dubbi quando deve decidere cosa studiare e, nel 2012, parte a frequentare l’Accademia Italiana di Firenze, con le relative lezioni di storia del costume, modellistica, taglio e campionario.

La svolta con la Berlin Alternative Fashion Week
Qui, durante la sfilata finale, si fa notare da un’azienda d’abbigliamento dove svolge la sua gavetta. Poi si butta nello styling, fino a che, nel 2017, gli viene proposto di sfilare alla Berlin Alternative Fashion Week: «Ho accettato subito, senza pensarci due volte, anche se questo significava presentare un’intera collezione, che in quel momento non avevo». Per ottimizzare i tempi, Carlomusto decide di fare un lavoro di restyling e ampliamento della linea con cui si è laureato, ottenendo un ottimo riscontro. «Lì ho capito che era ciò che volevo davvero, e così ho continuato. Con collezioni annuali, più che legate alla stagionalità».

 

Gli estimatori illustri: da Ghali a Brooke Candy

Nel 2018 sfila in Olanda, l’anno dopo in Repubblica Ceca, mentre per quello ancora successivo organizza uno show inclusivo a Milano che l’emergenza Coronavirus gli impedisce di realizzare. Al centro dovevano esserci proprio i capi della «Porn couture», che hanno comunque già trovato - come i precedenti - estimatori illustri. «Ho vestito Ghali, Achille Lauro e Myss Keta, mentre per Brooke Candy e Aquaria (vincitrice della decima edizione di «RuPaul Drag Race», ndr) ho proprio creato degli abiti direttamente da zero. In questi casi, abbiamo deciso assieme come farli, in base sia al mio genere sia al loro gusto». Ed è proprio questo che si augura Carlomusto per il futuro, di farsi conoscere sempre di più e di continuare a «collaborare con gli artisti che mi piacciono».